5 novembre 2012 – L’Italia si candida a diventare campione dell’economia verde. Con 360 mila imprese — oltre il 25% del sistema industriale italiano — che investono in tecnologie pulite e il 40% dei nuovi occupati nel 2011 legati a investimenti verdi, la green economy si rivela il comparto più dinamico dell’economia nazionale e quello più proiettato verso la crescita futura. Tutti gli alfieri di questo esercito in movimento saranno presenti dopodomani a Rimini, a EcoMondo, dove il 7 e 8 novembre si terranno gli Stati Generali della Green Economy, un evento a cui lavorano da mesi 40 associazioni di categoria suddivise in 8 diversi settori.

Iniziativa

«È un’iniziativa molto interessante perché parte dal basso e nasce dalla percezione, che hanno diversi gruppi industriali, di far parte di un mondo molto dinamico ma poco rappresentato», spiega il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che interverrà al meeting. «Nelle grandi associazioni industriali e nelle anticamere del governo, le imprese che si portano dietro i problemi del passato contano più di quelle proiettate verso le opportunità del futuro, ma se vogliamo intercettare l’onda lunga della crescita è da qui che dobbiamo partire, dall’energia verde, dalle tecnologie avanzate della domotica, dall’agricoltura sostenibile, più che dalle realtà vecchie e decotte», sostiene Clini.

In questo senso, arriva a proposito l’appello del ministro Corrado Passera a far partire una consultazione popolare sulla strategia energetica del governo, presentata a metà ottobre dal premier Mario Monti dopo un’attesa di oltre vent’anni. Il piano punta ad aumentare il peso delle fonti rinnovabili sui consumi energetici almeno fino al 23% nel 2020 e a tagliare l’incidenza dei combustibili fossili dall’86 al 76%.

 

di Elena Comelli – CorrierEconomia

 

Scarica l’articolo in PDF